Le carte geografiche usate da Colombo per il suo viaggio

Le carte geografiche usate da Colombo per il suo viaggio

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Quali furono le carte geografiche usate da Colombo per il suo viaggio?

La risposta a questa domanda viene da una recente scoperta di un team di studiosi statunitensi.

Qualche anno fa, infatti, il "Lazarus Project" dell' Università di Rochester (New York) ha ricostruito i dettagli di una mappa che potrebbe aver influito considerevolmente sull'impresa di Colombo.

A sostegno di questa teoria c'è prima di tutto la datazione del documento: la carta geografica in questione, infatti, risale al 1491, e rispecchia quindi la visione del mondo conosciuto immediatamente prima della scoperta dell'America.

A far pensare che Colombo se ne sia servito in qualche modo è soprattutto la sua particolare descrizione del Giappone.

Stati uniti carta antichizzata

Come riporta la biografia scritta dal figlio Ferdinando, Colombo pensava che il Giappone si estendesse da nord a sud dell'Asia, proprio come descritto su questa mappa.

E dal momento che nessun'altra cartina dell'epoca riporta un tale posizionamento, è naturale concludere che il grande navigatore l'abbia utilizzata o anche solo consultata.

Ma chi è l'autore di una cartina tanto preziosa? Gli esperti sono concordi nell'attribuirla a Heinrich Hammer, geografo tedesco noto come Henricus Martellus Gemanus, attivo a Firenze negli ultimi decenni del Quattrocento.

Appartenuta per secoli ad una famiglia toscana, la mappa è stata donata anonimamente all'Università di Yale nel 1962. Oggi è custodita presso la "Beinecke Rare Book & Manuscript Library".

Le sue dimensioni sono 1,2 metri di altezza per 2 di larghezza: l'Africa vi figura in modo sproporzionato, con l'Europa a nord, l'Asia a est e il Giappone all'estrema destra.

Al momento del ritrovamento, la carta di Martellus si trovava in condizioni di grave deterioramento: per riportarne alla luce i particolari (soprattutto la parte testuale in latino, ormai illeggibile), gli studiosi si sono avvalsi di apporti tecnologici di ultima generazione, come l'"imaging multispettrale".

Grazie al restauro dei testi è stato possibile risalire alle fonti utilizzate da Martellus: fra queste si segnalano l'"Hortus Sanitatis" (1491), una delle prime enciclopedie di storia naturale rinascimentali, e i documenti del Concilio di Firenze (1441-43) contenenti la descrizione dell'Etiopia.

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